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C'era una volta...

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Messaggio 27/09/2011, 19:36

Messaggi: 1193
Località: In un posto da dove posso connettermi su PokéTown, altrimenti non avrei postato tanto qui o_o
emh, lo so che non c'entra ma chi non ha queste storie salvate sul computer dovrebbe salvarsele prima che vengano cancellate insieme al resto del forum
Bah... una firma? E come firmo al computer, scrivo sullo schermo? Immagine

Messaggio 10/11/2011, 20:28

Messaggi: 214
Un po' corto, commentate su quel poco che c'è u.u
Ogni volta un soldato diverso.
Le memorie della guerra nel 2050

Gli M16 sparavano creando un buco di morte tra i nemici. I talebani non demordono e aprono il fuoco con i loro lanciarazzi. Un terrorista si fa avanti tra gli spari… un soldato cerca di sparargli ma i proiettili sembrano non fargli nulla… dalle mani del terrorista escono missili, è un robot.

La guerra era già iniziata prima del 2012, molto prima, e ora si trovavano nel 2050 e la guerra non era ancora finita ma i talebani avevano deciso di combattere faccia a faccia. I primi scontri furono duri, l’USA aveva deciso di mandare la bomba atomica ma l’ennesimo attentato ha fatto esplodere la bomba atomica nella postazione da cui doveva partire, ora parte del Texas è contaminata da radiazioni. Francia, Germania e Inghilterra hanno formato il CSATT (Confederazione Stati Anti Terrorismo Talebano) però la base , che si trovava a Londra, esplose, a causa sempre dei talebani, provocando molte vittime tra cui i ministri della difesa delle tre nazioni. A quel punto dovettero andare in contro a situazioni drastiche. L’USA insieme al Canada e all’UFMAM (Unione Forze Militari America Meridionale) si imbatterono in guerra aperta nell’Afghanistan, L’ex CSATT si occupò del Pakistan, territorio appartenente ai talebani. Nel primo battaglione Francese, nella dodicesima squadra vi è il Sergente Jacques Lailond.
-Jacques, Jacques! Stanno attaccando l’accampamento, Jacques svegliati!-
Mi svegliai di colpo, Leon mi stava chiamando, capii appena alzato il motivo. Mitragliatrici appostate nel colle davanti all’accampamento avevano messo in panico quest’ultimo con i loro spari. Leon morì subito, perché una mitragliatrice puntava vicino ai dormitori, ma mi fece involontariamente da scudo. Ricordo pochi momenti, venne un camion da evacuazione e poi battei la testa. Al mio risveglio mi trovavo nell’ospedale militare “Napoleone” come ho detto prima poco ricordo. Mi portarono in sala intervento ,a quanto pare mi aveva colpito un proiettile ma stranamente non avevo sentito dolore. Mi anestetizzarono, al mio risveglio ero già in divisa –Dovrebbe essere andata bene a quanto pare- Pensai subito. Ma il destino che mi aspettava fu orribile e ora scrivo queste ultime mie memorie in un blocco notes, cinque proiettili premono ancora sul torace, pochi momenti e muoio, tutto questo per la crudeltà umana di mandare i feriti ,incurabili, come carne da macello per dare qualche fastidio ai nemici. Mitragliatori rombarono dal colle, cinquanta dei miei compagni a terra subito andarono, io dopo poco. E ora racconto queste memorie sul punto di morte i miei compagni tutti morti, i nemici stanno perlustrando i vivi che ,come me, fingono di essere morti, in questo momento un talebano si avvicina e…

Dalle Memorie del Soldato Jacques Lailond
Pakistan, I battaglione francese, dodicesima squadra.
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Ringrazio Daphne

Messaggio 10/11/2011, 21:45

Messaggi: 1193
Località: In un posto da dove posso connettermi su PokéTown, altrimenti non avrei postato tanto qui o_o
Carino ma dovresti aggiustare la punteggiatura. Ma sbaglio o ci sono poche parti descrittive?
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Messaggio 11/11/2011, 17:42

Messaggi: 214
Si hai ragione ç_ç la prossima volta farò meglio u.u
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Ringrazio Daphne

Messaggio 11/11/2011, 19:48

Messaggi: 1193
Località: In un posto da dove posso connettermi su PokéTown, altrimenti non avrei postato tanto qui o_o
Dai che ne può uscire un bel lavoro ^^ ammesso che quel povero tizio non sia stato ammazzato dal talebano :inno
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Messaggio 23/11/2011, 20:32

Messaggi: 214
Continuo del nostro Lailond u.u

Sto scrivendo queste righe dal campo di sterminio talebano, infatti il talebano che aveva notato che ero vivo mi ha portato qua, questione di minuti e verrò fucilato. La cella è sporca e oscura, ci sono altri due uomini qua, silenziosi, sembrano civili Pakistani. Quand’ecco che sento un rumore, parole italiane rimbombano, eppure gli italiani non vi erano nella guerra. Un uomo si avvicina alle sbarre, è proprio un italiano.
-Pensavo che gli italiani fossero nella loro patria natia e che non avessero partecipato alla guerra- Chiedo io.
-Non è così, gli Italiani sono stati attaccati a Roma da un contingente di mille uomini talebani, 450 vittime nostre, mille le loro- Rispose.
-Ma non eravate in dittatura?-
-No, non più, circa sei mesi fa il dittatore tedesco Alenstain è stato ucciso, ora vi regna una monarchia provvisoria limitata con a capo Re Alfonso Filiberto Di Savoia, colui che ci ha fatto partecipare alla guerra, per riprendere il petrolio che anni fa era nostro. A proposito, sembri francese, come conosci l’italiano?
-Sono stato 5 anni in Italia come esercitazione. Comunque, perché e come sei venuto qua?-
-Vengo a salvarvi, abbiamo liberato il campo, uscite pure-
A quel punto l’italiano girò la chiave e io varcai la soglia della gabbia.
-A proposito, mi chiamo Marchetti-
-Lailond- Risposi.
Usciti dal campo mi accorsi che il cielo era scuro, dovevano essere passate due ore da quando ero entrato nel campo. Marchetti mi fece strada tra i suoi compagni, dal suo grado doveva essere un Capitano. Lui mi condusse in un paese piccolo vittima di qualche bombardamento. Poi disse…
-In questo paese c’è una carica nucleare che da un momento all’altro può uccidere migliaia dei uomini impegnati in Pakistan-
-Cosa? Perché non l’avete disinnescata?-
-Perché l’Italia è amica dei talebani…. O meglio le truppe mandate qua sono diventate amiche dei talebani, il Re voleva mandarci per ucciderle ma noi abbiamo fatto il contrario-
-Ma…-
Un colpo partì dalla pistola del Capitano Marchetti, mi traforò la giacca, la pelle e… niente più, riuscii solo a prendermi di striscio, evidentemente non aveva tanta mira. Io però l’avevo e gli sparai uccidendolo. Ne vennero altri di “Italiani”, quindi corsi verso le case del paese, ma mi sorpresero due talebani disarmati che portavano una carica nucleare in due, li uccisi e tentai di disinnescare la carica ma gli italiani mi avevano raggiunto e ammanettato. Mi torturarono, poi mi misero legato a un palo e fecero per spararmi ma….



Dalle memorie del Soldato Jacques Lailond, I battaglione francese, dodicesima squadra.
Dato per disperso.
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Ringrazio Daphne

Messaggio 27/11/2011, 14:03

Messaggi: 307
Località: Yavin IV
Ora mi dedico ad una storiella di Inazuma Eleven attendendo che il forum si azzeri. Non mi sento però abbastanza brava per scrivere di Inazuma Eleven.
CAPITOLO 1
Atsuya stava correndo attraverso le pianure innevate dell'Hokkaido, quando inciampò e si ritrovò a gambe all'aria.
- Ahia!- Gridò il povero Atsuya. - Shirou! Vieni fuori! Mamma dice che la cena è pronta!
Shirou accorse subito, tutto imbaccuccato con un giaccone blu ed una sciarpa che gli copriva gli occhi.
- Sei caduto!- Rise Shirou. - Atsuya è caduto!
Atsuya si rialzò e tirò una palla di neve a suo fratello, poi insieme tornarono a casa.
Dopo la cena i due fratelli Fubuki uscirono a giocare a calcio.
Atsuya tirò in porta con un potentissimo tiro, e Shirou, che era in porta si scansò immediatamente.
- Bel tiro!- Disse Shirou. - Era senza dubbio una tecnica speciale! Coma hai intenzione di chiamarla?
Atsuya rispose: - Mmh... Che ne pensi di Tormenta Glaciale?
Shirou rispose: - Un nome perfetto per un tiro perfetto. Io credo che andrò meglio in difesa che in porta... Voglio allenarmi anche io!
La madre dei due fratelli Fubuki uscì e comunicò: - Vi ho visti giocare, penso proprio che vi iscriverò ad un corso di calcetto all'Alpine Junior High.
I due fratelli andarono a dormire ed il giorno dopo iniziarono i corsi.
Atsuya faceva il centravanti e Shirou era un terzino.
Ultima modifica di LunaStella il 25/04/2013, 22:13, modificato 1 volta in totale.
·wer tø the løcal dreamer ·

Messaggio 28/11/2011, 22:06

Messaggi: 1193
Località: In un posto da dove posso connettermi su PokéTown, altrimenti non avrei postato tanto qui o_o
troppo breve e per niente descrittivo
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Messaggio 30/11/2011, 18:13

Messaggi: 214
Ultimo capitolo...di questa miniserie di storia

Ma… un missile, proveniente da chissà dove, colpì il territorio circostante, uccidendo tutti i miei aggressori, io ricavai solo qualche graffio e una ferita lieve. Ma restava il fatto di scoprire da dove veniva il missile, voci avevano parlato di robot mostruosi, ma erano solo voci. Ma quelle voci furono confermate quando vidi appunto una massa di acciaio che si muoveva da sola e distruggeva le linee alleate. Gli sparai contro con il fucile che avevo appena raccolto, niente nessun graffio. Per un attimo la macchina fece per “guardarmi” poi si limitò a sfoderare le sue minigun e a fare un notevole fuoco che falciò gli uomini impreparati. Ancora mi facevano male i segni della tortura precedente e dell’esplosione. Il robot si avvicinò vicino al masso in cui stavo riparato, sembrava mirare solamente a me, dietro alla macchina c’erano decine di soldati che gli sparavano ma era inutile. Il robot fece esplodere il masso lasciandomi allo scoperto, poi… uno stormo di jet sorvolò la zona e bombardò il robot di missili e lo ricoprì di un fumo. Il robot rimase indifferente ma si vedevano già alcuni graffi e pure un grande squarcio nella sua gamba elettronica. I jet ripassarono a bombardarlo un'altra volta ma stavolta il robot non era impreparato, lanciò una decina di missili, colpì i cinque jet. Io intanto mi ero messo in trincea ma il mio prossimo obiettivo era fuggire dal posto. Il capitano Eraloind suonò la ritirata, decine di uomini si alzarono e allo scoperto fuggirono, le minigun del robot li uccisero tutti. Saremmo stati una decina che era ancora in trincea, ma vennero i rinforzi: venti carrarmati, cento uomini, quattro elicotteri si preparavano a fare un fuoco concentrato. Il robot si girò verso di loro e sparò con le armi a disposizione, le schegge venivano addirittura a contatto con la mia pelle. Il robot sembrava perdere colpi fino a che non si distese a terra e esplose. Un urlo di gioia unanime ci fu, ma solo qualche secondo dopo mi ricordai di un fatto importante, gli italiani che mi avevano aggredito, avevano una carica nucleare. Mi ricordo solo ora, prima di avermi torturato….
-Ora accendiamo la bomba e tra due ore schiatterete tutti, mentre noi ce ne saremmo già andati-
Sì, ora ricordo, quelle parole le dissero Marchetti, dovevo far presto a quanto pare mancavano cinque minuti, e ce ne volevano almeno quattro per andare sul posto, allora tentai di dirlo al mio superiore, non mi credette, tentai allora solo di chiedere un passaggio in elicottero e per questo fui accontentato. Ero davanti alla carica e scoccava il minuto due. Avevo seguito un corso da artificiere, aprii la bomba presi il detonatore e cercai di staccarlo dalla bomba. Meno un minuto, ci sono quasi sto scrivendo e disinnescando la bomba, voglio che le mie memorie vengano lette. Meno 30 secondi, ormai il gioco è fatto non mi preoccupo manca qualche secondo e l’ho disinnescata. Meno dieci, Maledizione! È più complicato ma manca pochissimo! Meno cinque, Meno quattro, Meno tre, meno due , meno uno… Disinnescata! Finalmente! O forse no?


Dalle memorie del soldato Jacques Lailond, memorie trovate vicino al suo corpo, non sono state danneggiate molto anche se hanno subito una carica nucleare a distanza ravvicinata, è strano che le memorie si siano salvate e migliaia di soldati in pakistan no….
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Ringrazio Daphne

Messaggio 03/01/2012, 11:28

Messaggi: 946
Località: Seduto sulla sedia, davanti al computer.
*Fa risorgere il topic*



Hypno's Lullaby


http://www.youtube.com/watch?v=FT_ZpHgi ... re=related

http://www.youtube.com/watch?v=Cr37YaJD ... re=related

Ascoltate durante la lettura.

Il vento soffiava, ero solo in casa.
Non sapevo cosa fare, ero immerso nella noia. Trovai il computer acceso e decisi di trovare alcune notizie su una Poképasta abbastanza famosa: la Sindrome di Lavandonia:
racconti che sono paurosi ma io li trovo dannatamente affascinanti.
Quindi mentre leggevo accesi la musica, così triste, malinconica e inquietante...

Ad un certo punto non ce la facevo più, abbassai a zero il volume e chiusi la scheda.

Ma la canzone continuava. Mi chiesi il perchè... Forse mi rimbombava nella mente, ma anche pensando a qualcosa di diverso la musichetta di sottofondo era sempre presente. CONTINUAVA a suonare nonstante il volume delle casse fosse a zero, quindi staccai la spina immediatamente. E ancora CONTINUAVA a suonare, accompagnata da una voce
"Come little children..."
No, non era possibile, ero solo in casa.
"Come little children, come with me..."
Mi girai lentamente. La voce proveniva alla mia sinistra, sulla porta della mia camera; e vidi una figura umana accompagnata da 2 bambini. No, non era un umano: era un Pokémon, Hypno.
"Come little children, come with me..." E scuoteva il pendolo.
Ero paralizzato dalla paura, come poteva essere entrato? I Pokémon non esistono! No, non possibile...
Intanto anche i due bambini ipnotizzati cantavano con una voce bassa, malinconica.
Stavo per diventare pazzo. Mi girai a destra e aprii una finestra e la scavalcai finendo sul terrazzo.

Dopodichè non mi rimaneva altro che aspettare. Vidi la finestra chiudersi, ma non c' era la presenza di nessuno: probabilmente era il potere psichico di Hypno.

Ero concentrato sulla finestra e ogni tanto mi guardavo attorno... Proprio in quei momenti vidi Hypno, dal lato opposto del terrazzo, che stava avanzando lentamente seguito dai due bambini.
"Come little children, come with me..."

Allora non seppi proprio cosa fare. Lanciai un vaso che mi capitò vicino, ma questo trapasso il corpo di Hypno... Sembrava un fantasma.
"Safe and happy you will be..."

Dopo queste parole mi gettai giù dal terrazzo in preda alla pazzia e alla paura.
Un attimo prima di morire, però, ebbi una visione: io, i due bambini e Hypno stavamo camminando per le strade deserte della città, entrando dentro le case.

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Non so se ci avete fatto caso, ma le prime lettere di ogni pezzo del testo dovrebbero formare la frase I AM DEAD. Ho preso spunto da una Poképasta che infatti conteva queste parole.
Commentate!

Commentate!
Pozza Paludosa, Muschio.

Messaggio 03/01/2012, 12:32

Messaggi: 214
Molto bella ma... non c'è molto nocciolo, insomma è solo la visione di questo Hypno e descrizione, io la svilupperei di più, ora non so se decidi di continuarlo prima o poi °°
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Ringrazio Daphne

Messaggio 03/01/2012, 12:37

Messaggi: 946
Località: Seduto sulla sedia, davanti al computer.
La trama di per sè non è accattivante (ne scriverò un' altra), però volevo evidenziare I AM DEAD.
Più la storia continua e più la frase volge al termine, quindi questo è il percorso della morte del ragazzo che termina alla lettera D.
Pozza Paludosa, Muschio.

Messaggio 03/01/2012, 13:11

Messaggi: 25
La mia prima creepy, non siate duri D:
Pokemon Dark Black

Dopo 2 settimane, finalmente arrivò. Pokémon Nero.
Accesi per l’ultima volta Platino, per salutare i miei Pokemon, Specialmente Il Lucario evoluto dal riolu dell’Uovo di Marisio, che avevo usato pure tutto il gioco.
Andai al Gamestop, e diedi Pokemon Platino.
Correi a casa e accesi il DS. Pokémon Nero, finalmente, da quanto tempo aspettavo questo gioco.
Dopo 2 settimane ero pronto alla lega, con la mia nuova squadra: Samurott, Zebstrika, Darmanitan, Haxorus, Bisharp e Zoroark. Battei i superquattro, però dove avrei dovuto incontrare N, non c’era nessuno.
Entrai nel castello, ma era tutto nero.
Ero confuso, nei video non andava così, pensai che era un bug o qualcosa del genere, ma all’improvviso si aprì una finestra di Dialogo.
-Mi hai abbandonato….
-Mi fidavo di te….
-Mi hai venduto senza ritegno…
-Ora ne pagherai le conseguenze….
La musica divenne strana, sembrava quella di lavandonia. Il personaggio non si muoveva, quindi decisi di spegnere il DS.
Anche da spento avevo quella musichetta nelle orecchie, però riuscii a dormire. La notte sognai Il mio vecchio Lucario, stavamo lottando.
-Mi hai abbandonato… ora pagherai le conseguenze!
Lucario prese Staraptor per il collo e Glielo spezzò. Si avvicinava a me, lentamente, con uno sguardo assassino.
E vidi rosso.
Il giorno dopo Trovarono il ragazzo con il ventre squarciato sul letto e con una scritta sul Muro.
-Mi ha abbandonato… E io mi sono Vendicato…

Messaggio 03/01/2012, 13:13

Messaggi: 214
Non ha molto succo i fatti accadono troppo velocemente ci vorrebbe una descrizione più approfondita.
Alcuni fatti non tornano
Mostra / Nascondi » Io e Rotom
Solo, completamente solo in casa, i miei genitori andati a mangiare fuori.
E così mi trovo nel divano a guardare un film, ma non horror come molti penseranno, un film normale, una commedia. Soffiava un vento gelido fuori, la brina ricopriva le piante del giardino. Poi incominciò un forte temporale, la pioggia si abbatté su tutto il paese i tuoni rombavano nel cielo e i lampi producevano squarci tra le nuvole. Chiusi la finestra che avevo precedentemente aperto per cambiare l’aria. Dopo ritornai sul divano, la finestra si riaprì, pensai di non averla chiusa bene e la chiusi essendo sicuro di averla ,stavolta, chiusa bene. Ma, la finestra si riaprì, cosa dovevo pensare? Che fosse rotta o che qualche spirito l’avesse aperta? Esclusi la seconda e attaccai con lo scotch la finestra in modo che non si aprisse più. Dopo una mezz’ora di risate davanti alla tv, causate dal film, spensi la Tv e andai sulla strada per il letto ma l’imprevedibile accadde, la finestra si aprì al contrario ovvero andò verso l’esterno… non seppi più che pensare, che si sia staccato alcuni bulloni della finestra? Anche se un po’ strano accettai quell’ipotesi, chiusi per lo meno la persiana e dissi tra me e me che si sarebbe risolto il problema quando i miei genitori fossero ritornati. Mi distesi sul letto e cercai il sonno, un orribile presagio mi fece alzare di soprassalto, non sapevo cos’era ma una cosa veramente brutta doveva essere, sentii dei sinistri rumori dalla sala, era troppo presto a pensare che i miei genitori fossero ritornati, con torcia e un cacciavite in mano mi avvicinai alla sala, trovai un piatto rotto e diversi sportelli aperti, mille ipotesi mi vennero in mente scelsi la più ovvia, un ladro, che tra quelle altre era quella che più incuteva paura. Presi il telefono digitai il 113 ma sembrava impazzito, ad un tratto emise scintille e fece uno scoppio. Lo stesso accadde a tutti gli altri elettrodomestici, no non poteva essere un ladro. Mi apparve la figura di un mostriciattolo ricordai cos’era, un pocket monster! Insomma un pokémon! Erano creature virtuali con cui giocavo da piccolo, se non sbaglio al figura rappresentava Rotom, un pokémon che poteva trasformarsi in elettrodomestici e era un misto tra elettro e spettro, mi convinsi che fosse ,in qualche modo, lui la causa di quegli strani avvenimenti: Prima la finestra, poi il piatto e gli sportelli aperti e infine il sovraccarico di elettricità degli elettrodomestici. Rotom sembrava dire qualcosa:
-Tu! Umano! Non sei degno di vivere, né te né la tua famiglia-
Non capii, perché io e la mia famiglia non potevano vivere? Rotom mi attraversò con il suo corpo spettrale (strano non ricordavo che rotom aveva un corpo di forma spettrale) vidi rosso, il mio cuore si fermò per un attimo che bastò per farmi inginocchiare gemendo, Rotom mi attraversò di nuovo, mi fece cadere a terra, il dolore era lancinante. Rotom poi fece comparire un’immagine, la testa di mia madre, era vera la riuscivo a toccare, lacrime scendevano nelle mie guance, tenevo molto a mia madre… Rotom fece comparire anche la testa di mio padre e allora piansi senza ritegno. Il crudele Pokèmon mi fece vedere una scritta, nel bagno, prima di riuscire a leggere distinsi alcune lettere rosse, capii in qualche modo che era sangue, poi riuscii a leggere:
-Ora tocca a te!-
Rotom fece uno sguardo maligno e con una scarica elettrica usata come fendente mi taglio un braccio… non si può immaginare il dolore provato, poi un'altra scarica, l’altro braccio, stavo svenendo dal dolore poi ultima scarica con effetto ghigliottina, andò a segno.
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Ringrazio Daphne

Messaggio 03/01/2012, 17:59

Messaggi: 946
Località: Seduto sulla sedia, davanti al computer.
@ DarkLucario: Poképasta classica, però ci sono errori di battitura. Per il resto assomiglia un po' ad un' altra pasta che avevo letto. (Non so se hai preso spunto o no da quella, comunque carina). Poi secondo me la musica di Lavandonia l' hai messa un po' a caso e Staraptor spunta all' improvviso.

@ LoremXX: Bella anche la tua, però non capisco il collegamento tra Rotom e la finestra. C'è un punto (quando si distende sul letto) dove non ci sono punti e la lettura è un po' faticosa. Poi per il resto (mi sembra di avere visto solo un errore di battitua, ma quelli capitano D: ) è a posto, anche se il protagonista dice di aver giocato ai Pokemon da piccolo quando invece parla di Rotom, che è della quarta generazione (non stiamo parlando di troppi anni fa). A meno che il racconto non sia ambientato in futuro D: .

A breve scriverò un' altra Poképasta, o su Lavandonia o sulla Silph s.p.a. ;)
Pozza Paludosa, Muschio.

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