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Rivelazioni al tavolo dodici

Shini era comodamente seduta sulla poltrona che il ricco padre da poco ritrovato, Key de Conçorcios, aveva acquistato alla modica cifra di 150.000 monete. La villa di Key era una delle più grandi di PokéTown ed era meta di paparazzi e di voyeur, poiché i VIP della città facevano di tanto in tanto una capatina nella casa del direttore del “TownGiornale” (più che altro per farsi mettere in copertina).

La ragazza non riusciva ancora a capacitarsi di essere lì, in quella magione piena di comfort, distesa su una poltrona massaggiante con una vestaglia di seta rossa semi-trasparente a mo’ di diva di Hollywood. Ricordava ancora benissimo quando era obbligata a dormire sotto i ponti… ma ora la sua vita era cambiata. Secondo alcune indiscrezioni Key era stato costretto ad abbandonare sua figlia quand’ella aveva solo 3 anni, dopo la scomparsa della sua consorte (fuggita con un macellaio di Ebanopoli), poiché non aveva le possibilità economiche per crescerla da solo. Si ripromise, però, di riprenderla con sé quando finalmente sarebbe diventato ricco, e così accadde.

Quel pomeriggio Key aveva chiamato la figlia nel suo studio. Quando ella entrò vestita della sola vestaglia, dalla quale potevano intravedersi i peli delle gambe, l’uomo rimase disgustato. “Ti ho chiamata qui per un motivo importante” esordì “Questa sera ti porto a cena nel restorant plù chic di PokéTown”  continuò, con un accento francese per rendere più fashion il tutto. “Ho già chiamato l’estetista, la truccatrice, l’acconciatrice e la stylist che ti renderanno, come dire…” Key portò una mano alla bazza facendo mente locale per trovare un termine che non la offendesse “…più attraente di quel che sei ora!” disse infine.

Quel pomeriggio fu una vera tortura per la povera ereditiera della famiglia Conçorcios: i peli erano diventati un tutt’uno con le gambe, come fa un’edera con un muro. L’estetista perse più di tre ore per depilarla e alla fine del trattamento decise di cambiare mestiere. La parrucchiera, la visagista e lo stylist ci misero relativamente poco a sistemarle i capelli, truccarla e vestirla anche perché la ragazza aveva mantenuto una linea impeccabile, proprio perché in quegli anni di povertà non mangiava.

Erano le otto ed era il momento di scendere dal palazzo. Il padre, vestito di tutto punto, sorrise nel vedere la figlia, bellissima come non mai, scendere da una scalinata stile Palco dell’Ariston di Sanremo. Unico neo del momento fu un ruzzolone terribile che le procurò un bernoccolo in fronte e una ricrescita improvvisa dei peli delle ascelle. Fingendo di non avere visto nulla, il padre annunciò: “Figliola appena arrivati dovrò darti una notizia molto importante”. “Va bene” aggiunse Shini annuendo, con le palpitazioni a mille pensando già a quanti incontri avrebbe fatto al “Beautiful” e non immaginando minimamente quello che sarebbe successo.

RIVELAZIONI AL TAVOLO DODICI
di Key e Ashmaster

-“Papà, perché mi hai portata qui?” si chiese la ragazza emozionata a causa di quelle presenze nel locale, che prima d’ora aveva visto solo nei giornali di gossip trovati per strada.

-“Vedi, figlia mia…” sospirò l’uomo “… La vita talvolta non è lineare come sembra. Ci sono cose che sarebbe meglio ignorare, non sapere, ma che in ogni caso dobbiamo accettare” rispose Key, meravigliandosi di quella risposta così filosoficamente colta che era uscita dalla sua bocca per caso. La meraviglia venne però interrotta quando poggiò un braccio sul tavolo, procurandosi la punzecchiatura di una delle forchette accanto al suo piatto; avrebbe voluto alzarsi in piedi e imprecare, ma le illustri persone del locale non gli consentivano di farlo.  “Se mi scappasse uno scoreggio ultra rumoroso in questo momento potrei fuggire per sempre da Pokètown” pensò ad alta voce, per fortuna venendo sentito solo dalla figlia.

-“Cosa hai detto scusa?” ribatté Shini.

-“Ma nulla amore, ho detto solo che… non dovrai mai scappare da Pokétown… sì ecco… perché… sarebbe un rumore troppo grosso da sopportare” rispose sorridendo.

-“Un rumore?” ghignò la ragazza “Un dolore vorrai ben dire!!!”

-“Si, ovvio… un dolore!!!” disse grattandosi il capo e aggiungendo “Meno male che ti ho trovata, altrimenti chi mi correggerebbe?”

-“Oh papà, mi fai arrossire!” esclamò Shini lusingata, emanando al contempo un’alitata che il padre tentò di respirare il meno possibile.

Frattanto era già arrivato un cameriere che aveva consegnato i menù del locale ai due. La prima a sfogliarlo fu l’aggraziata figlioletta che posò subito il dito sullo spezzatino di Gorebyss: “Cameriere per me va bene questo.”

-“Amore cosa stai prendendo?” intervenne il padre, aprendo il menù e rimanendo paralizzato dai prezzi che partivano da 29.230 monete per una insalata verde. “Cameriere… non dia ascolto alla ragazza… UNA GAZZOSA”

-“Vedo che si mette sul sicuro” rispose sarcastico il cameriere prendendo nota, quindi si allontanò verso le cucine.

-“Amore di papà… sei comoda? Devo cominciare a dirti delle cose che non so se ti faranno piacere…”

Shini, era frastornata, non riusciva a capire cosa succedeva intorno a lei. Cercava di prepararsi psicologicamente a quelle che di lì a breve sarebbero state rivelazioni, forse, determinanti per la sua vita.

-“Devi sapere innanzitutto una cosa sul tuo futuro” annunciò con tono serio Key, ma un qualcosa lo costrinse subito a interrompersi.

-“Posso accomodarmi vicino a lei, bella signorina?” disse uno strano giovanotto a Shini, che sentendo quel “bella signorina” si sentì altamente presa in giro e non rispose.

-“Ma sei in anticipo! Dovevi arrivare quando tossivo!” intervenne Key adirato.

-“Si è vero, ma sono chiuso in bagno da oggi pomeriggio e non ne posso più” rispose il ragazzo non propriamente aitante poiché basso e tozzo, provvisto di ascelle sudate, alitosi, 13.4 denti, forfora effetto Monte Bianco, e vestiti stile anni ‘50.

-“Va bene, Ashmaster, ora siediti… devo ancora dirle come stanno le cose…” continuò Key, subito interrotto da Shini alquanto confusa: “Chi è questo? Da quanto non si lava? Che cosa devi dirmi sul mio futuro?”

-“Purtroppo la nostra situazione economica non è delle migliori. Per risanare il tutto ho dovuto concedere la tua mano a questo baldo giovane, in cambio della sua eredità. Ti ho fatto sposare con lui qualche tempo fa ma a causa di un incidente in monopattino da me ordito hai perso la memoria e non ricordi…”.

Shini non riusciva a parlare. Questo improvviso silenzio preoccupò Key. Nel mentre Ashmaster era occupato a scaccolarsi, mettendo le palle di moccio in ordine sul tavolo: dalla più piccola alla più grande.

-“Lui sarà un marito perfetto per te! Sono sicuro che avrete 14-15 pargoli e per me sarà bellissimo essere nonno!”

-“Papà io… io…” fece Shini visibilmente pallida in volto “Io non poss…” la frase venne interrotta improvvisamente. La ragazza non riusciva a respirare, e ciò si poteva notare osservando il suo volto che prendeva tutte le tonalità dell’arcobaleno.

Shini cominciò ad agitarsi, con un manata fece rimbalzare all’indietro Ashmaster, il quale finì su alcuni commensali, scaraventando, inoltre, un boccale d’acqua addosso a Key. Quest’ultimo si alzò, oltre che per il brivido causato dall’acqua gelida, anche per soccorrere la figlia, ma prima che riuscisse a prenderla ella si stramazzò al suolo. All’idea di dover passare la sua vita con quell’uomo il cuore della povera ereditiera Conçorcios non riuscì a reggere, e spirò così violentemente che face cadere i mocci, dal tavolo direttamente dentro la sua bocca.

Per fortuna, però, questo era solo un sogno. Shini si svegliò infatti di colpo. Era sdraiata sulla poltrona del padre, sudata, si era probabilmente appisolata. Aveva però uno strano bernoccolo in testa, che non riusciva a spiegarsi… il suo era forse un sogno premonitore?

 

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