FANFIC
The Real Life of PokéTown
di
Ranma (autore principale)
Pika85 (correttrice della bozza)
Prologo - Prima che iniziasse la storia ...
Sul dorso del proprio Tyranitar, il Capo Tenente del Team Chaos, Thanatos, osservava il gruppo di allenatori davanti a sé, accarezzando la ruvida pelle del suo Pokémon.
- Pensi che abbiano intenzione di sfidarci? - domandň al proprio consigliere, il Tenente MrLairon.
Il Team Chaos č un'organizzazione con scopi illeciti, il cui obiettivo č conquistare PokéTown. E' composta da parecchi allenatori di Pokémon, tuttavia il numero č ancora basso cosě, in cerca di nuove forze, Thanatos e i suoi fidati Tenenti arrivano in un piccolo villaggio, per costringere altri allenatori ad unirsi a loro.
Purtroppo i suoi abitanti sono alleati di PokéTown e, intenzionati a fermare questo Team, sfidano i Tenenti coi loro Pokémon.
- Ritengo di sě - rispose MrLairon, scorrendo il proprio sguardo sui Pokémon degl'abitanti del villaggio - Hanno molti Pokémon volanti e siamo in campo aperto, con molti di tipo Lotta da parte degl'altri Tenenti -
- Davvero - ribatté Thanatos, soffocando uno sbadiglio - Porta qui gli scienziati coi loro Pokémon da laboratorio! -
L'ordine fu impartito e, ben presto, le cavie Pokémon, circa duecento, furono sospinte nell'arena di combattimento, incatenate dentro gabbie di vetro, spinte dagli scienziati del laboratorio.
- Lasciateli andare! – urlň, e le gabbie furono aperte e furono tolte loro le catene. I Pokémon esitarono, confusi.
- Ordinategli di scappare dagli allenatori del villaggio! - disse ad una scienziata che sembrava essere colei che conduceva gli esperimenti nelle celle di sicurezza del Quartier Generale del Team Chaos.
Capo Scienziata: - Capo Tenente, m’avevate promesso che, s’avessi concluso i miei esperimenti, m’avreste mandato nella Sacra Setta Segreta dei Medium. Se quei Pokémon dovessero essere catturati o fuggire dal controllo del Team, blocchereste soltanto i miei studi e ricerche! –
Thanatos cercň di reprimere la sua rabbia nascente: - Non preoccupatevi, Dott.ssa Pika85. I vostri Pokémon ritorneranno e potranno essere riutilizzati per le vostre ricerche –
Pika85 non sembrň soddisfatta della risposta ma, per non incorrere nell'ira del Team Chaos, si voltň verso i suoi Pokémon.
- E non voglio che la mia assistente Kai mi segua nel mio cammino di medium -
Annoiato da tutte queste richieste per una semplice battaglia Pokémon, Thanatos, per non sembrare un debole, rispose: - Questo non posso assicurarglielo, Dott.essa. Ora la prego urgentemente di far fuggire quei Pokémon –
Gli occhi di Pika85 sembrarono infiammarsi, immaginando di imparare le occulte tecniche dei Medium assieme alla sua assistente, nonché rivale, Kai.
- Scappate, miei adorabili Pokémon. Andate da quegl'allenatori! - strillň in uno strano linguaggio che i Pokémon comprendevano, gesticolando per allontanarli.
Rivoltole un ultimo sguardo, cominciarono a correre verso gli allenatori del villaggio.
- Capo Tenente! - protestň MrLairon - Pensate ai profitti di quest'impresa! -
- MrLairon, - spiegň Thanatos, come se parlasse con un qualunque soldato del Team - I miei profitti saranno inutili, se verrň catturato per godermeli! –
- Certo - annuě lentamente MrLairon - Assai poco lungimirante da parte mia non averci pensato -
Thanatos guardň in direzione di Silver, il Responsabile dei Microchip installati sulle orecchie di ogni Pokémon del Team Chaos. Silver annuě. Le grida degli abitanti spronavano i Pokémon a sfuggire dalle grinfie del Team Chaos. Nessuno li fermň. Mentre giungevano al villaggio, Thanatos annuě una volta verso Silver. Silver alzň una mano e, a quel gesto, un centinaio di computer vennero attivati. I Pokémon, composti da Pikachu ed Electabuzz, vennero colpiti da fortissimi ultrasuoni provenienti dal microchip interno ed emisero forti scariche di corrente, colpendo gli ignari Pokémon volanti del villaggio. Quasi tutti i Pidgeot, Noctowl e Spearow crollarono al suolo, esausti come quelli da laboratorio, dopo aver lanciato quella tremenda scossa, che prosciugň le loro energie. Le urla di gioia degl'abitanti divennero grida di rabbia. I Pikachu ed Electabuzz fuggirono spaventati nelle foreste vicine.
- Bene MrLairon - esclamň Thanatos compiaciuto, indicando i Pokémon sfiniti. Vide, inoltre, che due pattuglie di Soldati coi loro Pokémon, stavano prendendo posizione dietro agli avversari, evitando un’eventuale fuga da parte loro.
- Cosa dicevi riguardo ai Pokémon volanti e al campo aperto? -
MrLairon non rispose e nascose abilmente la propria rabbia, tuttavia Thanatos notň ugualmente l'ombra di una ruga sulla sua fronte. Tese la mano destra, le dita aperte. Rimase immobile per un momento, poi assunse un'espressione spazientita.
- Le mie sfere - sbottň, scoccando un'occhiata feroce al Soldato Anakin, che si affrettň ad avanzare porgendogli le sue sfere Poké, lucide e brillanti. Il soldato era nuovo e non sarebbe durato a lungo se non fosse migliorato rapidamente, pensň, mentre le sue dita si serravano su una delle due sfere Poké: nera, con tre cerchi gialli luminosi, che brillavano splendenti. Tenendo la sfera, pronta al lancio, si voltň alla propria sinistra e parlň agl'altri Tenenti e Soldati del Team.
- Sembra che questi sempliciotti si vogliano battere con noi! - dichiarň con un sogghigno. I Soldati proruppero in un coro di acclamazioni. Colpendo leggermente il suo Tyranitar, guidň l'avanzata, i Soldati e Tenenti disposti in linea dietro a lui. Gridň in segno di coraggio e forza. Il sangue gli ribolliva nelle vene, ansimava per lo sforzo e l'impazienza, mentre i suoi Soldati e Tenenti facevano uscire i loro migliori Pokémon dalle sfere. Sorrise. Al suo ritorno al cospetto del capo, un altro gruppo di allenatori avrebbe sposato la causa del Team Chaos ed insieme anche i loro Pokémon.
- Per il Dominio Totale e Supremo! - ruggě, lanciando anche lui la sua sfera. Uscě fuori un bellissimo Salamence. I ruggiti dei Pokémon del Team Chaos riecheggiarono nelle sue orecchie.
Scorse il capo del Villaggio con un Venusaur. L'enorme stazza di quel Pokémon faceva pensare che fosse stato allevato con le droghe prodotte dal Team Chaos, tanto focoso appariva il suo temperamento. Gli sguardi dei due nemici si incrociarono: il capo ordinň al suo Pokémon di utilizzare il Sonnifero. Salamence evitň le spore e volň attorno a Venusaur, compiendo giri sempre piů corti.
- Salamence, Attacco Volo! -
Salamence volň cosě in alto, tanto da apparire come un puntino nel cielo azzurro. Venusaur socchiuse leggermente gli occhi per ripararsi dai raggi del sole. Approfittando dell'altezza, Salamence volň in picchiata contro di lui, colpendolo con un battito d'ali. Venusaur accusň il colpo indietreggiando poi, ad un nuovo ordine del suo allenatore, assorbě i raggi del sole. Thanatos ebbe l'occasione giusta per dargli il colpo di grazia.
- Salamence, Sospiro di Drago! -
Aprendo i polmoni al massimo, Salamence inspirň piů aria possibile, che rilasciň subito in un soffio multicolore, investendo Venusaur. L'avversario rimase accecato e, barcollando da una parte all'altra, non concluse il suo Solarraggio. Salamence aspettň nuove istruzioni da parte di Thanatos. I due sfidanti si scrutarono.
- Finiamola qui, Salamence, Braciere! -
Salamence prese un po’ quota e concluse il suo attacco Braciere sull'avversario. Le fiamme bruciarono Venusaur, facendolo cadere esausto, con un tonfo che fece tremare la terra. Thanatos proruppe in un urlo di gioia, poi si guardň intorno. I Pokémon dei suoi Soldati si battevano ancora, alcuni esausti, ma non tanti quanti quelli nemici. Gli abitanti del villaggio cercarono di fuggire, ma numerosi Pokémon dei Soldati, mandati prima in avanscoperta, li accerchiarono e i pochi Pokémon sopravvissuti furono rapidamente sconfitti. Salamence si posň vicino al suo padrone, anch'egli stanco della battaglia. Vicino a lui, gli allenatori, circondati e legati con delle corde da Silver e dal Vice-Capo Tenente Lorypsy. Molti avevano alzato le mani in segno di resa e parecchi imploravano pietŕ. Soddisfatto, Thanatos si allontanň dal suo Tyranitar e si sedette sull'erba. Aveva catturato ancora piů Pokémon di quelli che era stato costretto a far scappare e, mentre si sdraiava a terra, sentě i caldi raggi del sole accarezzargli il viso. Quello era un buon giorno.
FINE